Settima penitenza di Pistis Sophia: invocazione alla luce
Gesù proseguì il discorso ai suoi discepoli, dicendo:
"Quando Pistis Sophia terminò di pronunciare la sua sesta penitenza per il perdono della sua trasgressione, si volse ancora in alto per vedere se i suoi peccati erano stati perdonati, e per vedere se sarebbe stata tratta fuori dal caos; ma il primo mistero non l’aveva ancora esaudita: non aveva ancora comandato il perdono dei suoi peccati e la sua estrazione dal caos.
Allorché, dunque, si volse verso l'alto per scorgere se la sua penitenza era stata accolta, vide che tutti gli arconti dei dodici eoni la deridevano e si rallegravano che la sua penitenza non fosse stata accolta.
Alla vista della loro derisione, rimase molto triste; alzò la sua voce in alto pronunciando la settima penitenza:
O luce, a te ho elevato la mia forza, mia luce!
Ho creduto in te. Non permettere ch'io sia disprezzata, non permettere che gli arconti dei dodici eoni mi odino e si rallegrino su di me.
Giacché non saranno confusi tutti coloro che credono in te; restino nelle tenebre coloro che mi hanno privato della mia luce, non ne traggano alcun vantaggio, sia, invece, tolta da loro.
Indicami le tue vie, luce: su di loro sarò salva. Indicami le tue strade: affinché sia salvata dal caos.
Guidami alla tua luce. Conosca che tu, luce, sei il mio liberatore. Su di te porrò la mia fiducia lungo tutto il mio tempo.
Liberami, luce, giacché la tua misericordia è eterna.
Non imputarmi, luce, la trasgressione che, nella mia ignoranza, commisi all'inizio; liberami piuttosto, luce. per opera del tuo grande mistero che perdona i peccati a motivo della tua bontà.
La luce, infatti, è buona e retta: perciò mi concederà la via della libertà dalla mia trasgressione.
Le mie forze, ridotte dalla paura di fronte alle emanazioni materiali dell'Arrogante, essa le guiderà in conformità al suo comandamento: alle mie forze, ridotte dagli spietati, essa insegnerà la sua conoscenza.
Infatti, tutte le conoscenze della luce sono liberazioni e sono misteri per tutti coloro che cercano i luoghi della sua eredità e i suoi misteri.
Per amore del mistero del tuo nome, perdona, luce, la mia trasgressione: essa è grande.
A ognuno che ha fiducia nella luce, essa concede il mistero che vuole;
la sua anima dimorerà nei luoghi della luce e la sua forza erediterà il tesoro della luce.
La luce dà forza a quanti credono in essa; il nome del suo mistero è di coloro che hanno fiducia in essa; indicherà loro il luogo dell'eredità, che è nel tesoro della luce.
Ma io ho creduto sempre nella luce: essa, infatti, libererà i miei piedi dai vincoli delle tenebre.
Guarda, luce, e liberami, poiché nel caos hanno tolto il mio nome.
Molto più numerose di tutte le emanazioni sono le mie afflizioni e la mia angustia: liberami dalla mia trasgressione e da queste tenebre.
Vedi il dolore della mia angustia, e perdona la trasgressione.
Considera gli arconti dei dodici eoni, che mi hanno odiato per gelosia.
Vigila sulla mia forza; liberami, non permettere ch'io resti in queste tenebre, poiché ho creduto in te, ed essi mi hanno giudicata una grande stupida, per il fatto che ho creduto in te, o luce.
Ed ora, luce, libera le mie forze dalle emanazioni dell'Arrogante che mi opprimono.
Ora, chi è sveglio, sia sveglio".
Tratto da Pistis Sophia a cura di Luigi Moraldi edizioni Adelphi
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