E il nostro cosmo che è? Il nostro corpo come si muove? Ogni più piccola cellula ha vita propria: nasce, vive, muore, ha una memoria, un’energia… E se vive in disaccordo con le altre? Beh… dipende da chi prevale.. E se trova altre come lei? Se influenza le vicine? Beh.. il danno si può fare grande quando addirittura irrecuperabile. E se noi pensiamo all’organizzazione umana e del cosmo, come la possiamo rapportare a quella del nostro corpo? Beh.. un organo, ad esempio, può essere rapportato ad una città, un agglomerato di vite, i vari canali del corpo possono essere le strade, le vie di comunicazione fra le varie città. Poi ci sono i pianeti, le galassie.. I chakra, i centri energetici più importanti del corpo, possono essere visti come le varie strutture organizzate a livello interplanetario, le nostre galassie. E ciascun chakra opera ad un livello diverso e, guarda caso, i più importanti sono sette, i raggi…. Tornando alla cellula, credo che tutti siamo consapevoli dell’influenza che può esercitare sulle vicine, del ruolo che ha rispetto all’armonia del corpo. E se un gruppo di cellule ha una potente forza di contrasto, allora si crea un cumulo che può diventare quello che dall’uomo viene chiamato in un primo momento sintomo, poi malattia. E questa “malattia” assume forza nel momento in cui le si dà forza. Come? Attraverso il pensiero. Questo gruppo organizzato di cellule forma un pensiero, lieve, sottile, impercettibile ai più. Ma se riesce ad organizzarsi al punto di manifestare un dolore, allora tutti lo percepiscono e diventa determinante il ruolo del nostro pensiero, in qualità di “rettori” del corpo. Possiamo dargli forza o meno, possiamo mandargli luce o no. In fondo, se pensiamo in modo negativo, diamo forza a quella eggregore di cellule, la nutriamo.
Veniamo a noi. In quanto cellule nel macrocosmo, non siamo forse come le piccole cellule del nostro corpo? Viviamo in sistemi più o meno organizzati, agiamo, abbiamo dei ruoli.. E il nostro pensiero? Oltre che influenzare la nostra vita, quella del nostro corpo, influenza la vita circostante. E se più persone si riuniscono in un unico pensiero, questo assume forza, tanto da arrivare ad esercitare un ruolo determinante nella vita del pianeta; pensiamo alle guerre, ai disastri ambientali, ecc. Ma se siamo tutti consapevoli della forza delle aggregazioni in senso negativo, dobbiamo pure riconoscere la medesima forza in senso positivo. Quindi perché non adoperarsi per spandere armonia, amore, luce? Abbiamo tutti una responsabilità in questo, siamo parte della stessa famiglia…
Andrei oltre… facendo l’esempio dei pianeti nel nostro corpo, pensiamo alla Terra. È parte di un sistema più vasto, no? Ed il nostro sistema è solo uno dei tanti.. I raggi.. di nuovo.. Quindi? Crediamo ancora che non sia determinante il nostro pensiero?
E noi chi siamo rispetto al nostro pensiero? I creatori. Formuliamo un pensiero e possiamo lasciarlo andare, possiamo trattenerlo, possiamo dargli forza, possiamo spanderlo fino ad influenzare gli amici, gli amici degli amici, e via dicendo, il tutto anche senza rendercene conto, nel momento in cui siamo inconsapevoli. Ma di cosa è fatto quel pensiero? Di energia? Quindi la qualità del pensiero dipende dalla qualità di energia che siamo in grado di sviluppare. E allora? Beh, forse “lavorare” per spandere un’energia di amore fa bene un po’ a tutto e a tutti, no?
Andiamo ancora un po’ oltre? Se pensiamo a noi stessi e al nostro corpo, i vari pensieri vengono sviluppati nelle varie città, nei vari pianeti assumono forza, nei chakra si palesano.. le emozioni? Pure quelle si condensano in pensieri.. E il nostro pensiero ha un ruolo di “traduttore”, di “tutore“. Ma il pensiero parte dalla mente. Ma noi siamo la mente o siamo altro? Direi che siamo altro, che siamo oltre. Se immaginiamo ora il macrocosmo, possiamo immaginare una mente universale al di là della quale c’è qualcosa ma cosa? Se pensiamo a noi e alla nostra mente, allora siamo noi quel qualcosa. La nostra essenza. E allora come facciamo a fare dei distinguo di merito fra la nostra essenza e quella che viene chiamata “il divino”? Direi che è impossibile.
E l’intuito che è? Da dove arriva? Beh… Se siamo in connessione col Tutto, se percepiamo questa Unità che Tutto racchiude, allora è facile che dalla mente universale ci arrivino dei segnali, delle piccole parti di verità. Ma per fare questo, dobbiamo isolare la nostra piccola mente, individuale, dobbiamo “svuotarla”, renderla priva di pensieri “nostri”, e come si può fare? Attraverso la via del cuore, là dove risiede il “re indiscusso”, l’Essenza.
Bene. Ora che ho dato ampio sfogo agli arzigogoli mentali, mi fermo. Scendo dall’autobus e vedo Tutto nella sua perfezione. E allora So che non devo fare alcunché, non ho bisogno di prendere posizioni, di agire in un modo o in un altro. L’indiscussa parte da protagonista che vorrebbe la mia mente si placa ed entro nel flusso. Guardo, osservo il ticchettio del tempo che risulta inesorabile quando vi sono immersa ma che, da qui, è semplicemente parte di me. Gli ingranaggi dell’orologio si muovono in una sincronia perfetta, tutto in ordine. Il pendolo oscilla inesorabilmente da una parte all’altra, positivo-negativo, bene-male, luce-buio… nella sua tensione al centro. Tutto estremamente perfetto, Tutto si riequilibra da sé ed è pura illusione pensare di poter modificare qualcosa.
Ed io, a questo punto, chi sono? Sono il Tutto, e sono l’Uno. Ma ha un senso a questo punto chiedersi “chi sono”? No. Niente ha più senso: nessuna parola, nessun concetto, nessuna formula. Semplicemente Sono. Oppure…. Non Sono? Ah.. ma qui ricomincia il gioco! Bene!
Vado a giocare…
Se volete giocare con me armatevi di secchiello e paletta ragazzi....
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che si va a costruire un bel castello….. di sabbia….




