in ciò che è bello
in ciò che è brutto,
poichè qualunque cosa sia
là ci sono anch'io.
Non solo della virtù,
ma anche del vizio son compagno,
e non solo il paradiso mi appartiene,
ma anche l'inferno.
Buddha, Gesù, Lao Tzu -
è facile essere il loro erede,
ma Genghis Khan, Tamerlano e Hitler?
Anch'essi sono in me!
No, non metà - Io sono l'intera umanità!
Tutto ciò che è dell'uomo è anche mio:
i fiori e le spine,
le tenebre e la luce,
e se il nettare è mio, di chi è il veleno?
Nettare e veleno mi appartengono entrambi.
Io chiamo religioso
chiunque faccia questa esperienza
perchè solo l'angoscia di siffatta esperienza
può rivoluzionare la vita sulla terra.
OSHO
Difficilina questa cosa eh? Difficilino accogliere sempre Tutto e tutti, specie quando sottoposti a stress di varia natura ma se si inizia a selezionare un "buono" e un "cattivo", si inizia a separare, non si fa altro che cadere nel giogo del giudizio che è puramente mentale. E se si finisce lì, dove vanno a finire tutte le belle parole? Tutte le classificazioni "dorate" che così spesso ci si costruisce per andare a nutrire l'ego? Beh, direi che sarebbe sufficiente osservarsi: ogni minima reazione di chiusura butta automaticamente alle ortiche ogni velleità illusoria, o no?




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