Ciò che è qui è altrove; ciò che non è qui non è in alcun luogo.
(Yadihasti tadanyatra yannehasti natatvachit ) Vishvasara Tantra
Il macrocosmo ha il suo Meru, o colonna vertebrale, che si estende da cima a fondo; il Meru del corpo umano è la colonna vertebrale, entro la quale sono i chakra, in cui dimorano i mondi.
Già …
Qualche tempo fa durante un trattamento ho avuto la possibilità di “vedere” ciò che fino a quel momento avevo vissuto nel silenzio.
Le mie mani sulla colonna vertebrale, le dita lavoravano vertebra dopo vertebra..
Risalendo lungo la colonna, mi sentivo e vedevo catapultare da un mondo ad un altro, da una dimensione all’altra, da un vuoto all’altro. E allora i chakra sono diventati non solo varie galassie di un medesimo spazio temporale ma anche porte dimensionali attraversate le quali arrivare ad altri mondi. Ad ogni vertebra, sentivo l’urlo di quello spazio, trasformato nel fisico con una potente scarica elettromagnetica a livello delle tempie e sentivo, poi, lo sciogliersi di quell’urlo, cosa, questa, che mi succede nella normalità . La cosa su cui voglio porre l’attenzione è che ciascun urlo ha preso sede in una dimensione specifica, capirete poi il perché. Risalendo lungo la colonna ho percepito anche spazi di relativa quiete. Una volta terminata la risalita, accingendomi alla chiusura, ho iniziato a scendere lungo la colonna e lì ho sentito il lamento, il pianto: non mi lasciare… Lo devo fare, devo andare… Al termine del trattamento, la persona che lo ha ricevuto, mi ha detto di avere visto le immagini di tutti i suoi dolori, delle sue paure, che pensava risolte e non, ma di averle rivissute da spettatrice, senza alcuna emozione, e di avere anche visto parti della sua vita quiete, calme, e di questo era felice.
Ora la riflessione.
Ciascuna emozione, ciascun dolore non completamente digerito, fa sì che la relativa forma pensiero, non sciolta, prenda sede in una determinata dimensione, debitamente radicata in una parte della colonna vertebrale, il nostro Meru, dal quale si sviluppa il nostro mondo. È lì, viva e vegeta, e continua ad avere una sua vita. Quando per una qualsiasi ragione la nostra mente va a quella situazione, ecco che questa forma risorge più forte che mai ed ecco che le si dà nuovo nutrimento. Ora, nella non consapevolezza, possiamo “tradurre” queste immagini visive nella sfera dei ricordi più o meno piacevoli ma, nella consapevolezza, possiamo darne lettura come salti dimensionali. Quello che intendo dire è che facendo un certo tipo di “ricerca” si può arrivare ad avere la sensazione di “viaggiare” fra i mondi, si può percepire il nostro essere in più luoghi contemporaneamente, si può avere la sensazione di “saltare” da una parte all’altra e, solitamente, si ha la sensazione di andare oltre se stessi, di fuoriuscire dal nostro campo d’azione, di prendere contatto con altre culture, di entrare in contatto con “altro” da sé. In effetti, quello che facciamo, è andare a risvegliare parti di noi, attraverso rappresentazioni visive, emozionali o psichiche, creando, nel vero senso della parola, ciò che ci serve per l’autoriconoscimento. Medesimo discorso lo si può fare per chi vive pienamente immerso in questa dimensione così densa con le varie situazioni di vita che, se ci si pensa bene, non sono altro che “lezioni” che si ripropongono all’infinito fino a che non si comprende la determinata cosa o non si scioglie il determinato nodo. Una volta sciolte le paure, gli attaccamenti, i dolori, l’uomo non ha più bisogno di dare corpo a forme pensiero, non ha più necessità di avere esperienze di ordine psichico-emozionale più o meno forti, non gli servono più “reppresentazioni”di se stesso, è integro. Perfettamente integrato in se stesso, ha riunito il sopra ed il sotto, il dentro ed il fuori ed allora nasce il silenzio, la pace, l’Uomo. Solo qui nasce il vero, solo da qui si può manifestare la connessione nella verità .
Ecco che allora l’Uomo in quanto creatore cede il posto al non-essere dal quale è divenuto per essere veramente se stesso.
Naturalmente questa mia “visione” è passibile di mutamento e non ha alcuna pretesa di verità assoluta.
