MessaggioAngabuja shivananda

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1-loto
La rigenerazione cellulare avviene mediante la concretizzazione sul piano fisico del lavoro metafisico. In ogni dove, se volgiamo lo sguardo, possiamo osservare la trasmutazione dell’esistenza e, come ben sappiamo, ciascuna cosa manifestata non è altro che condensazione della materia più sottile. Per questo motivo non c’è da stupirsi all’affermazione di continua rigenerazione fatta attraverso il lavoro spirituale. Tutto ciò che si palesa può essere trasmutato in ordine più sottile e da qui ricondensato assumendo una forma più consona fino a giungere alla perfezione dell’essere manifesto. Quando affermiamo che la manifestazione ultima non è altro che manifestazione dell’essere supremo, non diciamo altro che l’uomo che ha portato a termine il suo compito di trasmutazione è palesemente un dio incarnato. Quanto fosse blasfema questa affermazione fino a poco tempo fa è chiaro ma ora è giunto il momento di portare alla luce questa antica conoscenza perché tutti gli esseri viventi percepiscano la veridicità di questa affermazione e possano, se lo vorranno, entrare nella cerchia di coloro che affrontano questo cammino alchemico. L’assuefazione avviene attraverso mutazione costante, sia essa il risultato consapevole di un percorso iniziatico, sia essa fatta nella totale oscurità. Perché, quindi, non lavorare per trasformare la materia attraverso stati vibrazionali sempre più alti piuttosto che lasciare che siano le energie di bassa qualità a prendere il sopravvento? La diagnosi viene effettuata in ogni momento attraverso una miriade di parametri ma sempre dimentichi dell’enorme potere che la nostra autodeterminazione può mettere nel processo. Affrontiamo il nuovo mondo con maggiore consapevolezza e ciascuno potrà accedere alla rivelazione della propria natura di essere superiore nel continuo mutuo rapporto con gli altri esseri e con la natura stessa, generatrice delle nostre singole matrici.

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2-loto
Tutto si è liberato sotto forma di molteplice condizionamento. L’inalienabilità dell’esistenza non può essere condizione precedente dalla rinominazione occulta del corpo creativo del quale ci serviamo per contrastare le nostre rispettive contemplazioni. Ogni condizionamento non è altro che unica ed emotiva manifestazione del sé rivelato. A ciascuna parte fisica corrisponde la relativa condizione psicologica, e conseguentemente mentale, della quale siamo precursori nel nostro “essere” qualificato come immagine. La conduzione verso una determinata forma piuttosto che un’altra è determinata dalla molteplice linearità alla quale siamo costantemente sottoposti per poter palesare nel manifesto parte dell’essenza della quale siamo costante manifestazione. In ogni dove le forze si riuniscono  e si riqualificano per portare nuove linfa alla nostra rigenerazione. È attraverso questa nuova linfa che possiamo trarre scopi di riproduzione per poterci manifestare sotto nuove forme ed è la medesima linfa che ci può aiutare a liberare le nostre gabbie definitivamente. Sotto l’egida di nuova consapevolezza si può accedere ad una trasmutazione di grado superiore ed è attraverso di essa che riveliamo questa forma affinché possa portare nuovo stimolo di concretizzazione nel corpo cosmico. La continua liberazione avviene nel nome della comune energia psichica della quale siamo generazioni ma al contempo rivale la qualità concreta della condizione complementare del nostro comune simposio. L’occlusione deve essere liberata nel tempo attraverso nuova spinta emotiva e attraverso una sempre maggiore rivelazione. Distruggere il vecchio non è altro che accettare simbolicamente che la nuova condizione possa prendere piede fino a conclamare se stessa nel nuovo ordine cosmico. L’occlusione si va via via rafforzando se invece giudichiamo con parametri riferentisi al passato che sono senza dubbio forieri di grande aiuto per l’iniziato ma che costituiscono, altresì, l’enorme ostacolo da superare per ascendere ad un nuovo livello di consapevolezza. Salire nella scala evolutiva sta ad indicare la non assuefazione ai vecchi schemi e l’accoglienza di nuovi dubbi come portatori di nuova materia sulla quale esplicitare le proprie facoltà, tanto da rendere una materia fino a poco fa monotematica, una considerazione di riequilibratura occorrente al nuovo vincolo di manifestazione futura. Senza dubbio, entrare in questa ottica significa abbandonare scienza e conoscenza già acquisita per dare spazio al nuovo ordine di valori che, attraverso il tempo, avremo modo di qualificare in questa sede. In ogni dove le energie si stanno rimovendo e rafforzando perché anche questo pianeta possa avere forza nuova di continua e perenne trasmutazione. Le cose non sono come appaiono e quello che pare stasi non è altro che periodo di rigenerazione per preparare nuovi canali di magnitudo superiore atti allo scopo.

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3-loto
Condizione primaria della canalizzazione è la perfetta centratura nell’unione cosmica. Le unità quantiche si concentrano in modo da portare nuovo sapere sotto forma di un linguaggio comprensibile alla mente inferiore. Quello che occorre ricordare sempre è che le parole, scritte o dette in questa condizione, sono liberate da un essere percepente che, in un determinato momento, è fulcro di considerazioni congenite nella natura umana stessa ma che sono parte del sentire inconscio. La naturalità di questi eventi viene palesata nella normale simbolicità atta ad una lettura aperta ai molti. Per questo motivo ciascuna canalizzazione fatta non è altro che pubblico sentire e, per questo, abbiamo iniziato questa trasmissione di dati atti al rinnovamento dei vecchi schemi di lavoro che sono ormai obsoleti in questa nuova epoca nella quale ci stiamo preparando ad entrare. Incanalare queste energie necessita di un enorme dispendio energetico che, per forza di cose, deve essere concentrato prima di impossessarsi della concettualità dovuta al comune compito sul pianeta. Per questo motivo molte canalizzazioni rimangono fini a loro stesse. Senza la dovuta preparazione dell’essere percepente non si può portare avanti un lavoro proficuo. Sino ad ora le forze si sono rivelate come varie considerazioni atte a preparare la loggia nella quale, questa condizione, possa agire senza restarne in qualche modo sovraccaricata. La polvere si mantiene costante nel divenire ed è grazie ad essa che l’immagine si può concretizzare in una o più forme tangibili. La sonorità della conglobazione rivela quanto sia importante che tutti i livelli coscienziali siano in perfetta armonia per condensare la sapienza in termini intelligibili alla mente umana. Questo sacrificio, che si pone in essere ogni qualvolta si palesa una nuova idea, è inizio di nuovo corpo al quale portare nutrimento nella continuità dell’evoluzione della razza alla quale siamo oggi a condensare stagioni di nuova fioritura. Ogni rivelazione deve essere recepita come seme di nuova rigenerazione. Il tutto trae spunto da come si rivelano queste immagini nel quotidiano sentire. Condensazione ultima dell’esistenza è condizione dalla quale ritornare alla matrice, dalla quale riprendere il viaggio rivelato per acquietare, definitivamente, la vostra vita terrena nel nome del nuovo corpo rivelato.

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4-loto
Consapevolezza ultima dell’essere è la trasposizione sui piani astrali della nostra immagine qualificata e assemblata in modo da trasmettere un messaggio di appartenenza ad una razza. Il simbolico incontro fra due anime non è altro che riconoscimento delle medesime qualità in molteplici forme. Dall’apparente sensazione di condizionamento in poi la matrice viene rivelata solo in minima parte ma la sua essenza pervade comunque ogni forma palesata. Quando ci si allinea ad essa si può attingere al serbatoio cosmico attraverso il quale veniamo rivelati al nostro stesso essere. Il compagno, o la compagna, di ricerca spirituale non  è altro che la nostra parte rivelata in altra forma che soggiace alle medesime nostre leggi di unificazione. Esiste una legge sottile di modificazione del DNA alla quale qualsiasi ricercatore spirituale accede anche se, spesso, inconsapevolmente ed è attraverso di essa che l’entità prende forma e diventa non solo compartecipe ma protagonista stessa della creazione dei propri corpi. Ciascun essere senziente ha il potere di celebrare se stesso come meglio crede attraverso la modificazione, più o meno accentuata, del proprio bagaglio cellulare. Se nella normale esistenza di ciascuno queste modificazioni sono del tutto naturali e progressive, nell’iniziato il lavoro viene svolto attraverso la consapevolezza del proprio ruolo di concatenazione degli eventi atto a trasmutare le particelle secondo un disegno che comporta notevoli fatiche ma che è imprescidibile per poter abitare un corpo prettamente fisico con la consapevolezza dell’origine divina. Le vibrazioni, per potersi manifestare in questa sfera, si riducono notevolmente ma ecco che, così facendo, avviene l’oscuramento fino alla totale abnegazione nell’oblio di se stessi. Unica strada per manifestare la nostra vera natura in questo livello è affrontare la trasformazione cellulare atta ad essere in grado di ricevere le sempre più elevate vibrazioni che sono alla base del mutamento genetico stesso. Ogni cosa che apparentemente è casuale ha una sua ragione di essere e, per questa ragione, spesso ci si trova di fronte ad esseri di natura elevata che abitano un corpo apparentemente terreno nel comune senso del termine. L’occupazione primaria dell’iniziato deve essere la continua trasmutazione di se stesso, sia per quanto riguarda il livello prettamente fisico che quello intellettuale e mentale, affinché si possa predisporre alla notevole infusione di materia rivelatrice. L’unica questione irrisolta, che spesso devia l’umanità dal prendersi carico del proprio corpo, è la considerazione di un essere diverso da sé in grado di modificare, rigenerare, controllare il destino dell’umanità ma, questa considerazione, deve essere completamente abbandonata per fare posto alla consapevolezza della propria autodeterminazione. In ogni caso, a fronte di ciascuna nuova idea, occorre condensare nuova materia, che sia essa organica o meno, per poter di nuovo tornare nell’ambito spirituale e portare nuova linfa in circolo. A ciascuna discesa corrisponde un’ascesa in continua alternanza di divenire. A questo proposito, quando ci si trova in un livello di condensazione più forte, può apparire che le tenebre prendano il sopravvento e si entri nell’oscurità dell’anima. Le tenebre non esistono se non come pura illusione dell’anima incarnata. Tutto è luce. In ogni più piccola manovra, sia a livello sottile che grossolano, è la luce che pulsa, che opera, che vigila. Tutto il resto è solo apparenza di una mente increata ma completamente referente all’illusione destabilizzante del condizionamento.

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5-loto
Quando si è nella fase propedeutica al risveglio ultimo le energie vengono condensate in modo da lasciare fluire immagini definite come veicoli di trasporto nei mondi sottili. In ogni caso in cui ci si avvicina a questo tipo di condizione le varie sfaccettature dell’animo umano vengono prese in esame ed assimilate affinché il ricercatore possa trarne lettura oltre che estrema volontà. Le qualità emotive si rafforzano attraverso il lavoro di concretizzazione cosciente degli umori cui l’identità viene quotidianamente sottoposta. La concezione di unità avviene nel momento in cui ciascun ostacolo posto sul cammino viene non solo assimilato ma pure superato. Nel momento il cui le forze rigeneratrici si stabilizzano avviene nuova iniezione di sapere volta all’affrancamento, sempre maggiore, rispetto alle unità qualitative poste in essere in precedenza. Ogni considerazione, accettata come fonte di verità fino a quel momento, viene così abbandonata per lasciare posto al nuovo ordine di idee. Le unità quantiche lavorano in completa e perseverante armonia affinché si possa rivelare la loro condizione a livelli sempre più vicini alla materialità del conosciuto. In ogni momento di questo viaggio l’adepto viene comunque sottoposto a sempre una maggiore forza vibrazionale che lo porterà ad acquietare la sua sete di riconoscimento. La condizione astrale non è altro che utilizzo dell’immaginario come trampolino di lancio per l’acquisizione di sempre maggiore consapevolezza ma è determinante ricordare, sempre ed ovunque, che questa condizione rappresenta semplicemente la via e non è, in alcun modo, da ritenersi risolutiva del viaggio verso la propria ricongiunzione nell’Uno del quale siamo emanazioni e, al contempo, emanatori. L’identità non è altro che una sorta di risoluzione attraverso cui il regno si rivela ma è, contemporaneamente, riconsiderazione della prossima condizione. Tutto ciò che si è non può assolutamente modificarsi se non, appunto, a livello di immagini sempre più sottili fino al raggiungimento del non-essere che da sempre si è.

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6-loto
La matrice dell’universo è rivelata al contempo nelle forme organiche quanto nelle miriadi di configurazioni sottili che rivestono importanza nell’io vincolante. La condizione di reversibilità della materia si palesa nella non assuefazione alle convenzioni di cui la razza umana è partecipe. L’unica realtà conosciuta attraverso le forme, su questo livello di coscienza, non contraddistingue il corpo sottile dalle molteplici variabili atte a dare forma al contesto nel quale il soggetto rivela se stesso. Ogni passaggio attraverso la materia presuppone ci sia una conoscibilità da parte del locatore del corpo affinché questa continua rimodulazione possa avere fini di liberazione e, al contempo, possa essere in grado di condizionare le scelte stesse del formulatore la condizione rivelata. In ogni particella cosmica rileviamo continua abnegazione nello svolgimento del ruolo di sussistenza della vita nel contesto rivelato. Ogni condizione ulteriore di capacità di rinnovamento deve presupporre la specifica volontà del karma dell’individuo. Ogni karma funziona come veicolo attraverso cui il dono di concretizzazione nella materia viene rivelato e, al contempo, rappresenta la condizione attraverso cui può accadere il completo riassorbimento nel contesto di rivelazione superiore alla condizione attuale. Ciò che è possibile fare, per influenzare il passaggio attraverso le forme, consiste nel creare un sempre più favorito movimento attraverso i fluidi inerenti lo stadio immateriale della salvezza karmica. In ogni luogo ed in ogni tempo, la pressione molecolare attenua la condizione con la quale l’assoluto rivela se stesso. La maggiore euforia, dovuta a vari livelli di consapevolezza raggiunta, porta, però, all’assuefazione statica rispetto a ciò che si crede di essere in un determinato momento mentendo, così, spudoratamente all’adepto stesso che, in questi casi, abbandona il vecchio ma concretizza in una forma ristagnante la propria esistenza nel pianeta. Ciascun essere non può che agevolare la corrispondenza fra sopra e sotto, fra dentro e fuori, ma, soprattutto, non può assecondare le velleità di false considerazioni che lo incanalano in un percorso di errate speculazioni. Discepoli lo si può diventare in ogni momento rispetto ad una qualsiasi forma rivelata ma, veri adepti, lo si diventa nel momento in cui la ricerca viene abbandonata rispetto alle certezze di ogni cultura e di ogni grande considerazione divina. L’ignoranza, in certi casi, è molto più apprezzabile di qualsivoglia condizione di sapere proprio perché, attraverso di essa, le forme possono esplicitarsi senza il benché minimo condizionamento. Le unità quantiche palesano loro stesse attraverso il continuo interscambio di informazioni fra i vari livelli di consapevolezza. Ogni creatura è creatore, ogni forma è formante, ogni condizione è condizionante. Condizionamento è completa tensione; liberazione è fluidità dell’essere.

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7-loto
Quello che siamo nelle nostre forme terrene è la manifestazione di ciò di cui abbiamo bisogno per superare delle prove, atte al superamento delle nostre paure ancestrali, rispetto alla verità del nostro essere, in quanto compartecipi  formanti il divino concretizzato. Nessuno di noi comprende appieno il proprio essere senza prima attraversare i vari livelli di coscienza e le varie fasi di costituzione del mondo rivelato. Solo attraverso l’ultimo sentiero si può concretizzare la liberazione totale dal nostro piccolo grande libero arbitrio per fare fronte a questa esistenza in modo da completare l’opera; sono concretizzazioni sempre più simili al nostro completo rinnovamento. Tutto si è palesato più volte per poter arrivare ad affermare che l’essere manifesto è completamente consapevole, libero e liberato da se stesso e dal giogo della rivelazione stessa, che spesso produce seri danni perché induce il karma del ricercatore verso conoscenze acquisite attraverso studi ed applicazioni dovute ad altrui esperienze. Non vi è nulla che possa essere classificabile come assolutamente rivelatore se non per chi ha avuto accesso ad una esperienza diretta del fenomeno in oggetto. Mai fermarsi ai concetti predeterminati, mai rivolgersi ad altri compagni per ricevere supporto o codifiche di esperienze vissute. Tutto il lavoro deve essere eseguito a regola d’arte, secondo il principio di trasformazione di qualsiasi accadimento, nel rispetto della centratura della quale necessitiamo per potere trasferire materiale di studio attraverso i piani. Solo attraverso questa centratura, e attraverso il continuo sforzo teso a raggiungerla e mantenerla, si acquisisce l’esperienza necessaria affinché il lavoro su questo piano risulti proficuo. Completare la propria struttura molecolare, affinché il condensamento non pregiudichi l’acquisizione di nuova materia, è il compito principale dell’iniziato. La cultura vedica ha posto radici ben salde affinché le tecniche di lavoro venissero rese disponibili e, la loro acquisizione, è importante. Siamo giunti al momento, però, in cui si rende necessaria nuova materia. Soltanto approfondendo i percorsi mentali, entrando sempre più nell’inconscio, si completa il programma di ripristino dell’ordine cosmico necessario al completo riassorbimento. Sono soltanto indizi, per ora, su cui riflettere per prepararsi consapevolmente alla nuova iniezione di sentire.

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8-loto
Simpatia è condizione primaria affinché si verifichi un riconoscimento a livello animico. Per simpatia non si intende di certo ciò che, comunemente, viene inteso come ricongiungimento di funzionalità intrinseche nelle menti condizionate. Simpatia è riunione in unica anima riconosciuta dalle varie identità. Questa condizione si verifica nel momento in cui il partecipante all’evento karmico ottiene, consapevolmente, l’abitudine di rilevare quanti e quali oggetti si rivelano al medesimo modo nelle svariate formulazioni del divenire. La condizione simpatica è di primaria importanza allorquando si ritiene di dovere consentire ad altra entità la normale unione cosmica. Il normale livello di sopportazione viene maggiormente innalzato via via che avviene questa unione a livello animico. Le forze di trasformazione lavorano attraverso il principio di osmosi e,  attraverso questo lavoro, le qualità del ricercatore vengono, nel tempo, affinate. Tutto questo non prescinde dal normale lavoro di ricerca intellettiva del ciò che è ma, questa ricerca, deve costituire semplicemente la spinta attraverso cui il nuovo può emergere. Le vibrazioni dell’essere si trasformano per assonanza con l’entità propulsiva e, da questo apporto vibratorio, nasce nuova materia di natura più affine alle qualità necessarie al continuo movimento. Il lavoro viene fatto su più piani contemporaneamente, per trasmissione dall’uno all’altro, quindi è necessario non arrivare mai alla negazione di una cosa piuttosto che un’altra perché, così facendo, si va a bloccare la normale trasformazione dal livello unicellulare e oltre. Assecondare i propri istinti è altresì deleterio perché porta ad incrementare fuori misura un livello piuttosto che un altro. Nel cammino evolutivo la cosa essenziale è esercitare l’attenzione rispetto alla propria condizione metafisica. Ciascun parametro deve essere opportunamente ricondizionato a materia sempre più sottile. L’avvento di nuove forme è puramente manifestazione esplicita di questo continuo mutamento atto a sfociare nella nascita dell’uomo nuovo. Ogni formulazione a tal proposito verrà opportunamente rivelata nel prosieguo delle indagini che da qui verranno via via palesate al mondo organico.

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9->loto
Ogni considerazione presuppone una stabilità emotiva attraverso la quale l’io partecipe si predispone a nuovo impulso generativo. Le varie congetture che solitamente si condensano sotto forma di idee sembrano verità assolute ma, questo tipo di modello, esula dal concetto basale di rivelazione, incanalandosi in una formulazione di condizionamento emotivo, anche quando di forma puramente animica. La formulazione di qualsiasi idea riduce sensibilmente la risoluzione nel nostro corpo indiviso. In tutta la manifestazione il percorso è il medesimo e, conoscendolo, si ha l’occasione di consapevolizzare la via affinché altre forme organiche possano rigenerarsi in condensazioni sempre più consone al livello evolutivo cui appartengono. La formulazione di nuove idee, quindi, concreta l’indirizzo evolutivo verso nuove forme di grado superiore. La società attuale considera di primaria importanza l’assuefazione al predeterminismo mentre questa modalità di sentire rappresenta il punto di partenza del nuovo corpo organico. Assecondare e dare forma a nuova forma porta ad innumerevole elaborazione senza la quale l’unica via possibile è la stasi. La cancellazione del concretismo è condizione primaria per iniziare il nuovo sviluppo. Lo smantellamento del precostituito porta parecchio lavoro ma è attraverso questo canale che si può consacrare nuova materia. Le parole non hanno molto senso di esistere se non come strumenti di armonizzazione vibratoria.

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10-loto
Il tutto si libera in forme sempre più sottili. Il tutto è compensazione continua della comunione cosmica. Ciò che assembla le immagini è il nostro costante lavoro di rielaborazione delle idee. Condizionando tali idee ci si addentra nel substrato inconscio andando così a rivelare nuova immagine sempre più sofisticata. Condensazione dopo condensazione le proprietà stesse della materia organica si rivelano all’occhio del ricercatore. L’assicurazione di nuova condizionabilità spesso costringe il conoscitore a sottostare a regole ferree per mantenere l’equilibrio necessario affinché questo lavoro si possa svolgere senza attriti.
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11-loto

Il tutto si compenetra nella nostra condizione nella misura in cui qualsiasi concetto viene espresso. Ad ogni formulazione del pensiero il meccanismo di rivalutazione delle immagini si concretizza generando nuove forme. Queste forme attingono alla notoria sensibilità del personale condizionamento. La suggestione, dettata dalle singole individualità, fa sì che si possa creare una manifestazione piuttosto che un’altra. In ogni condizione, comunque, non si fa altro che andare ad attingere alla immaterialità d’origine. Le sostanze facenti parte ciascuna idea di forma non sono altro che emanazioni di un unico corpo cosmico. Il bacino al quale la personalità va ad attingere è in continua mutazione con una solvibilità più o meno evidenziabile di concretizzazioni di varia natura. Le sostanze che si formulano durante il processo di formazione non sono altro che variabili di un’unica condizionabilità della materia. La comprensione di ciò fa sì che si possa dare corpo ad un qualsiasi tipo di forma, oggetto, personalità, a seconda dello scopo che il conoscitore vuole ottenere. L’emanazione e la relativa cristallizzazione non sono altro che espressione di una nostra ben precisa volontà. Lo sviluppo di tale volontà avviene attraverso un processo di riformulazione continuo della stessa concretezza in più corpi. La solvibilità ed il costante riassorbimento fanno sì che il livello di consapevolizzazione si allinei sempre più rispetto alla congiunzione di tutti i campi magnetici dei quali usufruiamo nel completo assetto del nostro stesso substrato. Lavoro essenziale per concretizzare su questo livello l’immagine è la presa di coscienza della nostra potenzialità di creatori di forme e rielaboratori delle stesse. Il conoscitore ed il conosciuto si riallineano, così, dando nuovo corpo a nuova immagine.


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12-loto
Il corpo magnetico condiziona non poco la vita terrestre in quanto è attraverso la sua trasposizione su questo piano che ci identifichiamo come forme umane. Quando le nostre convinzioni prendono forza possiamo completare o meno uno stadio della nostra evoluzione. Attraverso il corpo magnetico possiamo percepire e recepire ciò che è il messaggio stesso della natura della quale siamo compartecipi. Condizionando la nostra anima verso possibilità di manifestazione sempre più sofisticate automaticamente inneschiamo lo scambio energetico necessario al mutamento del nostro organismo cellulare. La condizione essenziale per interferire col normale scambio energetico è data dalla considerazione nella quale teniamo la nostra polarità. Come in ciascuna parte del mondo fenomenico, anche in campo energetico siamo di fronte alla polarità che tutto unisce in un continuo perpetuarsi di immagini via via di qualità sempre più sottile. Le nostre potenzialità vengono vanificate nel momento in cui attraverso questa conoscenza allentiamo la visione per dare spazio all’immaginazione. Senza dubbio è gratificante poter avere a che fare con immagini e situazioni che ci identifichino in una o più complessità di forme ma l’assecondare oltre modo questo ruolo di presa di coscienza porta ad una distorsione della comprensione stessa in quanto porta forza ed energia, quindi nuova forma, ad immagini e ruoli che devono essere semplicemente considerati come forme al nostro servizio. L’assuefazione ad un predeterminismo è pericolo costante ed è necessario essere sempre vigili sia nel contesto metafisico come nelle manifestazioni del quotidiano per potere attingere a queste risorse senza che le stesse divengano miraggi per le menti consce. Il ruolo determinante di ciascuna forma molecolare è prodotto dal nostro più o meno sconsiderato riconoscimento, nella stessa, della comune matrice di rivelazione. A questo proposito, ciascuna unità di valore intrinseco porta nuovo sentire e conseguentemente nuova metamorfosi nel principale gestore della forma. Altrettanto primaria è l’importanza determinata da tale forma nei confronti del mondo circostante perché ciò che accomuna le varie unità è ciò che accomuna l’intero cosmo.

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13-loto
La compartecipazione a livello quantistico dei vari livelli di consapevolezza riconduce alla notoria condizione di sensibilizzazione necessaria perché nuova materia possa essere forgiata. Le innumerevoli possibilità cui l’adepto si può unire per manifestare sul piano fisico ciò che apprende durante il lavoro mediatico si riproducono attraverso costante influsso dal non generato alla materia sottostante. La conducibilità da un livello a quello superiore è consciamente riproducibile attraverso il lavoro di riequilibratura delle varie formulazioni in essere. La completezza dell’arcano minore fa sì che il conscio si possa riprodurre nel livello sottile del rielaborato sottostante. Ad ogni nuova formulazione si attiene ciascuna fase del processo riduttivo da essere a non-essere e altresì da concretezza a pura immagine. La solvibilità dei magazzini di rielaborazione si pone in essere nel continuo, costante, mellifluo, riflusso che deve essere appropriatamente ricollegato al sottile stato dissolutivo. Quando le materie non sono di origine condensata possono trasmutarsi senza alcuna difficoltà e andare a nutrire le parti dell’adepto in quel momento carenti di sostentamento. La solvibilità avviene attraverso il costante lavoro vibrazionale atto ad intessere energia sempre più flessibile. Condensazione e rivalutazione delle immagini viaggiano in parallelo nel medesimo stato di onde. Ciò che distingue l’organicità in puro moto o perfetta stasi è semplicemente il punto di osservazione dal quale si osserva il fenomeno. Questo punto di osservazione determina l’innesco necessario a che la nostra mente possa percepire una qualità piuttosto che un’altra. In ultima analisi possiamo affermare che ciò che viene percepito a livello quantistico non è altro che ciò che noi stessi, in qualità di trasmettitori, siamo in grado di riformulare della nostra condizione metafisica in condizionabilità organica. La generazione di nuovo principio è determinata dalla fine di un processo di riqualificazione del volere dell’individuo in costante mutamento.

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14-loto
Quando si attraversano dei pericoli sostanziali per l’umanità, la maggior parte della popolazione si trincera dietro falsi condizionamenti per opporre resistenza al condizionamento primario. La considerazione di nuova materia spaventa più dell’effettivo pericolo. Si pone in essere un nuovo livello di consapevolezza e questo, inevitabilmente, crea degli scompensi che, inizialmente, si possono palesare a livello fisico anche con gravi danni ma, tutto questo, è solo apparentemente fonte di malattia, tutt’altro: è fonte di nuova vita rivelata. Per poter trasporre sul piano fisico materia di ordine superiore è necessario formulare una effettiva trasformazione a livello del DNA. Questi concetti sono ormai da più parte espressi, anche con notevoli approfondimenti, quindi, non ci perdiamo in essi. Il fatto principale da tenere sempre in estrema considerazione è la notoria caparbietà dell’essere di arroccarsi in ciò che è stato. L’assoluta mancanza di fede nella naturalità del processo, spesso, fa sì che si cerchi riparo in nuovi condizionamenti, in nuove strutture alle quali appoggiare la propria esistenza. Tutto quello che accade durante questo processo è la effettiva trasformazione su tutti i livelli finanche quello prettamente organico. Pare assurdo ma il condizionamento cui il ricercatore si sottopone fa sì che la materia trasformi se stessa. Ogni considerazione a questo proposito è meramente quantificabile dalla scientificità di tale processo. Se durante questa trasformazione si arricchisce la sensibilità e la capacità di ricezione, altrettanto, si può incorrere in danni permanenti se ci si fa prendere dalle paure bloccando tale flusso. L’assoluta naturalità del processo può essere così bloccata dal discepolo stesso nel momento in cui esso tende a forzare in un modo o nell’altro tale trasformazione. L’affaticamento di certi momenti è tale da mettere a dura prova la fede in ciò che accade. Il dispendio energetico è notevole e si può, quindi, rendere necessaria nuova iniezione di materiale organico anche se questo, in prima battuta, porta inevitabili scompensi.

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15-loto
La chiarezza deriva dalla condizione di allineamento perfetto fra sopra e sotto. Questo allineamento è sempre antecedente qualsiasi linea di trasmissione. Le canalizzazioni riconducono alla stato di mente conscia ciò che già è presente a livello latente. Nuova materia forgiata si concretizza, così, attraverso nuove linee di pensiero. Solitamente si è propensi a credere che questo tipo di trasmissioni avvengano attraverso entità diverse da sé e, questo, può essere plausibile per quanto concerne i livelli evolutivi di determinate consapevolezze. Diverso è il discorso relativo alla realizzazione del sé.

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16-loto
La vanità spesso conduce a false illusioni. Ogni considerazione fatta deriva dal bacino cosmico nel quale le forze si intersecano e amalgamano assumendo diverse formulazioni. Quando si è in condizioni di equilibrio, i pensieri che attraversano la mente conscia sono interpretazioni oggettive derivate dal condizionamento sottile mentre, in caso di squilibrio, anche impercettibile, le formulazioni assumono carattere personale, soggettivo. Occorre, quindi, fare molta attenzione alla propria condizione prima di dare credito e, conseguentemente forma, alle idee che vengono percepite. Esse, spesso, non sono altro che ulteriore costituzione di falsità di vario tipo. La sottigliezza del divenire spesso ci porta a pensare in modo palesemente contrario al ciò che è. L’illusione più grande del mondo di maya è, appunto, l’assoluta mancanza di condizionamento quale stato di liberazione. Sempre e comunque si è soggetti al proprio io; sempre e comunque il frutto della conoscenza passa attraverso il riconoscimento individuale. L’assoluta mancanza di relazioni è imprescindibile nel contesto della rigenerazione. Per questo motivo è indispensabile l’assoluta fissazione sul sé, in ogni momento. La consolazione generata dalla comunione porta, in ogni caso, a trasmissioni contaminate. Essere completamente pneumatici è la chiave di accesso alla conoscenza ultima.

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17-loto
Distruggere l’apparato di informazioni derivante da anni di istruzione non è semplice. Le consequenzialità si diramano in vari pertugi della membrana cellulare e questo tipo di manifestazioni di richiamo avviene nei modi e nei tempi più impensati. Per questo motivo le qualità che si assimilano durante il processo di trasformazione devono essere di ordine sempre più sofisticato. Nel mentre che avviene questa modificazione del Dna si apporta materia nell’organismo che deve affinarsi per non riportare alle consequenzialità precedenti. Ogni esercizio di trasformazione presuppone che le qualità e le quantità assorbite vengano sempre meglio liberate dalla materia spuria. La casualità dell’ingestione provoca solamente scompensi che non fanno altro che influenzare negativamente questo processo. L’altrui influenza deve cessare di comunicare informazioni di livello errato. Ciò che è necessario per un essere sicuramente non è ciò che abbisogna gli altri. Per questo motivo è sempre bene porre attenzione alla propria vita e al proprio livello di trasmutazione identificando ciò trasmuta positivamente gli elementi da trasformare. Tutti gli insegnamenti provenienti dall’esperienza altrui, quant’anche fossero derivanti dalla parola sacra, devono essere considerati sempre in funzione di se stessi e del proprio cammino. Esercitare la consapevolezza è determinante. Essere partecipi e protagonisti del proprio destino è indispensabile ma la condizione derivante è certamente difficoltosa. Ogni condizione di rivelazione passa attraverso una presa di consapevolezza che non può essere altro che acquisita nel silenzio del proprio cammino interiore. Questo cammino rivela la verità che ciascuno ha dentro di sé in quanto fonte stessa di rivelazione. La quantistica pone l’attenzione sulla fisica delle particelle ma la riflessione necessariamente da porre all’attenzione della moltitudine è la considerazione di nuova forma che può essere trasmutata attraverso la conoscenza di questa scienza. Ciò che ora avviene senza alcun supporto scientifico un giorno sarà completamente rivelato. Per ora il ricercatore lavora ancora nel buio di sé per rivelare il Sé che in lui dimora. La condizionabilità dell’individuo è dunque un grande nemico al quale occorre sempre fare attenzione. In fondo, è sempre valida la regola di vivere ogni istante della propria vita nella completa attenzione di ciò che è.

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18-loto
La creazione di un'immagine molto spesso viene equiparata ad una simbologia di grado superiore. Senza codificazione e classificazione, ci si accorge che ciascuna immagine ha uno scopo ben preciso che esula dal voler esser appartenente ad un qualsiasi piano di esistenza. Solitamente, ciò che vogliamo fare nelle nostre menti è ancora una volta riclassificare, attraverso visioni successive, ciò che è avvenuto nel tempo. Se usciamo dal tempo, perde di significato il voler in qualche modo incastrare una qualsiasi immagine all'interno della scala sephirotica. Quello che intendo dire è che, troppo spesso, ci si perde nel voler idealizzare delle fasi del nostro percorso dimenticando che la principale fonte del nostro riconoscimento sta al di là di qualsiasi cosa precostituita. Ciò significa smettere di cercare spiegazioni, smettere di comportarsi come bambini che vogliono imparare. Terminata la fase istruttoria ci si accorge che tutto è su di uno stesso piano e che, le scale e le inclinazioni, sono manifestanti la moltitudine mentre il piano è senza alcun ostacolo. Sono solo le trasposizioni di varia natura che ci fanno identificare, in un modo o in un altro, ciò che è, che, per sua natura, non è altro che sensibilizzazione dell'essere conscio. Portare alla notorietà ciò che è, apparentemente risuona come immagine emotiva di ascesa, coi relativi movimenti di ondulazione, con le relative vibrazioni di riposo, con le apparenti zone statiche. Assorbito e condensato il tutto, il reale e l'irreale cessano di esistere come considerazioni di diverse qualità. Entrambi sono in egual misura partecipi del nostro essere, della nostra formulazione metafisica. Tutto ha medesima importanza e al contempo perde di qualsiasi rilievo; semplicemente, tutto assume la sua vera forma.

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19-loto
La contrarietà degli esseri umani risiede nella totale condizionabilità dei loro involucri precostituiti. Al fine di accedere ad un sistema di condensazione più sottile, che possa permettere alle nostre forme una condizione più leggera di completa conservazione dello stato animico nella materia, necessitano forze che si rivelano attraverso sempre maggiori risoluzioni di convenienza contraria alla materia già in essere. Completare la propria esistenza significa trovare nuove formule di consacrazione che possono attribuire alla materia qualità più sottile affinché, nonostante la forma, si possa realizzare sempre più agevolmente la simbiosi fra i vari corpi di cui siamo composti. Le unità abitative che ora ci sono di intralcio si condenseranno in sistemi molto più liberi. La materia si libererà e sarà molto più agevole riconnettersi attraverso congregazioni fluide. L’onda si farà sempre più libera dalle costrizioni che ora bloccano questo flusso. Il salto fa sì che la possibilità di riunione sia completamente libera dagli ostacoli che ora si sovrappongono su questo livello. L’ordine mondiale rivelerà la nuova condensazione ad un livello che per ora è ancora improponibile.

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20-loto

In ogni ordine di idee ciò che di solito rimane maggiormente in mente, come concettualità, è la parte costituita da materia già in qualche modo codificata da altri. La mente assume su di sé forme che sono state già rielaborate da altri fratelli per il semplice motivo che queste idee sono già state formulate e, quindi, necessariamente, sono già esistenti in quanto forme pensiero. Ciò che siamo qui a fare, ora, è portare nuova materia che dovrà essere riformulata sotto forma di idea da concretizzare. Questo tipo di lavoro necessita della massima predisposizione ad assecondare il consolidamento di nuove forme pensiero atte a trainare nuova consapevolezza sul pianeta. In questa sede si daranno sfogo a nuove immagini senza entrare nel merito di ciò che fino ad ora è già stato liberato sotto forma di immagine. Il passato serve come comprensione di base dalla quale rivelare nuova materia che possa essere rivalutata in modo organico come qualità sostitutiva del vecchio condizionamento. Ciascuna immagine verrà condensata al fine di costituire veicolo, per nuove rivelazioni, nell’ottica della nostra nuova immagine concretizzata. Siamo partecipi gli uni degli altri; siamo riformulatori di immagini. Considerazione estrema della nostra compattezza è ora data dalla mancata conoscenza del corpo quantico.

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21-loto

Il liquefarsi della condizione fisica presuppone un continuo spostamento di materia organica in ordini sempre più solvibili. Questa condizione si viene a creare ogni qual volta si aumenta la vibrazione del portale. Il corpo umano ha una forma condensata in più livelli e l’attivazione armonica dei centri energetici fa sì che la rivelazione fluisca attraverso di essi fino a concretizzarsi sotto forma di condizionamenti sempre più sottili. Questa solvibilità crea le condizioni necessarie affinché possa avvenire la comprensione di nuova materia atta alla decodificazione di nuove idee. Ecco così spiegato come, da un certo punto in poi del cammino, il ricercatore inizia ad utilizzare l’intuito come fonte di nuova comprensione. Più ci si avvicina alla soglia di vibrazione idonea, più arriva materiale intuitivo che secerne nuova linfa. Il portale è soltanto la via che permette l’apertura o l’occlusione di questo tipo di trasmissione. Per questo motivo il lavoro di trasformazione della materia è determinante per poter consegnare sempre nuove idee, sempre più sofisticate. In fondo, utilizzare l’intuito non è altro che avere la capacità conscia o inconscia, di gestione del portale. Più il lavoro si fa conscio, più saranno le possibilità di risveglio totale dal sonno programmatico nel quale è stato l’uomo in quanto accumulatore di rivelazioni sempre meno consce, dovuto alla fortissima concentrazione di scorie che dà luogo ad occlusioni sempre più potenti. Certo è che quando si parla di materia si fa riferimento a ciascun livello di condensazione, non solo a quello prettamente organico.

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22-loto

Comprendere l’importanza della connessione in completa centratura rivela la costante condizione di continua riformulazione delle sostanze alchemiche. Le sinapsi si condizionano attraverso un costante riequilibrio, assecondato o condizionato, dalla continua riformulazione di immagini concretizzate. Senza dubbio alcuno la formulazione di nuovo pensiero riconduce al continuo mutamento della forma pensiero. Si immagini ora di completare un corpo condizionando il pensiero con forme equidistanti. Apportare nuova immagine libera l’assoluto dal continuo mutamento. L’immagine di prima stesura consente la concretizzazione di forme semplici mentre serve molta più consistenza per delineare l’altra forma. Questa energia messa in campo consente il passaggio delle informazioni da una forma all’altra. Considerando le due forme come equidistanti avremo che l’una ha molta più forza rispetto all’altra. Questo sta ad indicare che nella rimodulazione occorrono due forme opposte che fungono da stimolante reciproco per la riformulazione di nuova forma. Il processo del DNA, in mutamento verso la stabilizzazione successiva, è dato quindi da continua tensione dei due poli contrastanti.  La forza passa dall’uno all’altro trasferendo tensione e generando sempre nuova spinta. Questa è la semplice considerazione attraverso cui l’assoluto rende partecipe di sé. Considerazione che deve comunque essere sempre in costante flusso. Questo sta a delineare l’estrema importanza della fluidità. Per questo motivo, ad intervalli più o meno regolari, nell’ultimo periodo avviene un apporto energetico a livello planetario. La stessa immagine di fluidità, lo stesso meccanismo di riqualificazione, che avviene nell’uomo, avviene a livello planetario. L’apertura di portali serve ad infondere sempre maggiore fluidità al corpo cosmico del quale siamo partecipi. Secondo queste considerazioni, è sempre da tenere presente che i due poli sono egualmente indispensabili a che si verifichi questa continua rimodulazione.

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